Una mamma davvero vogliosa

Sono un ragazzo fortunato: ho una splendida famiglia, i miei genitori si amano, siamo benestanti e la natura è stata generosa con me concedendomi il dono di un fisico atletico e attraente. Non mi posso lamentare. Ho tante ragazze che mi girano intorno, faccio sesso quando voglio e a 20 anni posso dire di avere già accumulato una discreta esperienza.

Ma il mio chiodo fisso è sempre stata mia madre: Maria. Ha 40 anni e un corpo che fa invidia a molte delle ragazze che ho avuto fra le mani in questi anni.

Sì, lo so, in teoria nessuno dovrebbe guardare la propria madre così. È un incesto urlano i benpensanti. Ma sono solo cazzate culturali che ci hanno inculcato da bambini. La verità è che mia madre è una gran figa e me la farei dalla sera al mattino se solo potessi.
Una volta ne ho provato a parlare con il mio migliore amico, Thomas, uno spilungone tutto libri e calcetto. Thomas mi aveva detto: anche io me la farei tua mamma. Che incesto e incesto. È una figa da panico!
Alta 1.70, mia madre ha due gambe lunghe e affusolate. Data la nostra posizione economica si può permettere di andare in palestra tutti i giorni, massaggi, personal trainer. Non ha un filo di cellulite con una quarta di seno e un culo sodissimo che solo a vederlo ho voglia di ficcarmici dentro.
È una mamma vogliosa a tutti gli effetti, una milf porca che spopolerebbe nei siti porno. Per questo non riesco a togliermela dalla testa fin dalla adolescenza. Ho sempre voluto mia madre. Ma non è mica semplice, non posso mica andare da mia mamma e dirle: – fammi un pompino -. Nonostante le sue labbra carnose mi invoglino proprio a dirle quello, e tant’altro.
Thomas un giorno mi dice che secondo lui dovrei provare a farmi desiderare da lei.
– Come? Vede solo mio padre quella!
– Ma Thomas mi illumina: – Ma che dici? Tuo padre è sempre in viaggio e lascia tua mamma sola per due settimane almeno in un mese. Secondo te lei non ha voglie represse vedendolo così poco? Poi tu sei il figlio, gli assomigli pure!
– Secondo Thomas dovevo trovare una strategia per far capire a mia madre che ero uno stallone pronto a montarla.
Iniziai a farmi trovare a casa con delle ragazze, ogni volta una diversa. Le facevo urlare dal piacere, le scopavo con così tanta forza che dovevano implorarmi di fare più piano. All’inizio mia madre fece finta di niente, poi cambiò i suoi orari. Vidi che restava a casa mentre di solito era in palestra, non mi diceva mai di non far venire nessuna o fare più piano, non diceva niente, ma sentiva, eccome se sentiva!
Un giorno dopo l’ennesima scopata andai in bagno subito e quando arrivai trovai lì mia madre: shorts abbassati, intenta a masturbarsi con un fallo di gomma. Non le diedi il tempo di riprendersi dallo stupore per la mia presenza. Le tolsi con forza il fallo dalle mani e ci misi dentro il mio. Me la scopai così, tappandole la bocca per non farle emettere alcun suono e guardando i suoi occhi passare dalla paura al godimento. Questo fu il primo incesto della mia vita, ma non l’ultimo.